mercoledì 5 agosto 2009

TERRACINA: Il turismo dimenticato


Una stagione difficile,tra luci ed ombre, per la città di Terracina.Presenze in calo



Maggioranza ancora divisa sulle politiche di sviluppo del territorio





Città a vocazione? Quale?
Che diversi santi siano nati o cresciuti a Terracina si sapeva, ma la vocazione della quale parlo è un’altra: quella turistica.
Ogni volta che si deve criticare l’operato di qualcuno si inizia con la fatidica frase: in una città a vocazione turistica questo non deve accadere….
Ma siamo certi che Terracina abbia questa vocazione?
A guardare l’apporto economico delle varie categorie sembrerebbe che la vocazione sia quella agricola, rimasta abbastanza stabile al contrario della curva discendente del turismo.
Quindi per vocazione non si intende lo stato attuale ma quello che potrebbe essere e sviluppare grazie a madre natura, a etruschi e romani e a qualche Papa che hanno fatto sì che Terracina fosse piena di bellezze naturali e vestigia del passato.
Mia figlia, ogni volta che mi sente dire “ ai tempi del Lido” o “quando a Terracina venivano i vip” sbuffa e poi replica: adesso è così, se prima era migliore perché non si fa qualcosa per farla ritornare quella che era?
E già, sembra facile.
Ma la crisi non ha investito solo Terracina sul nostro litorale ma è un pò generalizzata, ne siamo consapevoli ma in questo caso, il detto mal comune mezzo gaudio non risolve i problemi di nessuno e nemmeno li allevia, anzi.
Una cosa dovrebbe aver insegnato questa crisi: i problemi vanno affrontati globalmente e pensati come territorio.
Ma il turismo resta una priorità ( semmai lo è stato) nella programmazione dell’amministrazione?
E’ troppo facile rispondere anche alla luce degli ultimi sviluppi: la cancellazione dell’ufficio turismo e l’accorpamento con quello dei lavori pubblici.
Belli i tempi passati da poco quando l’assessore al turismo era anche vice sindaco ed aveva a disposizione una bella quantità di euro ( anche se non sufficienti per una città come Terracina), ora non può nemmeno contare su un proprio ufficio dopo che già la sua borsa era stata svuotata lasciando solo i soldi per la festa del mare ( anche se sembra non abbiano ancora onorato l’impegno con la cooperativa dei pescatori).
L’amministrazione, in un proprio comunicato, si affretta a smentire quanto sopra, adducendo l’accorpamento a obblighi di legge sul massimo dell’ottimizzazione e del risparmio di esercizio. Surreale la polemica rovente tra l’ex assessore al turismo Pietro Serra e l’amministrazione, con il neo assessore Amuro che si guarda bene dal rispondere in prima persona ( sono compagni di partito), polemica che si incentra sulla politica turistica deficitaria secondo l’ex, adeguata secondo il governo della città.
A essere precisi, Terracina una politica turistica, scaturente da un piano strategico basato su analisi di mercato di domanda e offerta, non l’ha mai avuta e dubito che possa mai averla a breve.
Nel frattempo i turisti diminuiscono e la città offre uno spettacolo sempre meno adeguato ad una città a vocazione turistica….. e alla fine anche io ho detto la fatidica frase!
Forse sarebbe meglio puntare sull’agricoltura visto che per l’ippica servono i cavalli, costano e nessuno fa più credito al comune

Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 5 Agosto 09