martedì 11 agosto 2009

PROVINCIA LATINA Un Progetto per il territorio


Pochi giorni dopo l’articolo sui problemi turistici di Terracina e del comprensorio sono arrivate le conferme.
In primis il presidente Cusani che ha lanciato l’allarme sulla diminuzione delle presenze in provincia seguito a ruota dall’amministrazione di Sabaudia, dalla Twis società di incoming dalla scandinavia, dalla federalberghi e qualche politico in ordine sparso.
Ma allora esiste un problema turistico?
Certo che si e da non prendere alla leggera vista la portata, visto il tempo che ci vorrebbe per risollevare le sorti del comprensorio e visto l’immobilismo di chi dovrebbe prendere decisioni e di chi con il turismo ci campa.
Sulle responsabilità tutti pronti a dire la propria e a scaricarla su altri singoli o istituzioni di vario livello, rimboccarsi le maniche e iniziare a studiare un piano strategico sembra invece una possibilità remota e casuale.
Nel frattempo altre realtà turistiche sono corse ai ripari, si sono organizzate meglio, hanno studiato la penetrazione in altri mercati o consolidato i propri.
Solo alcune cittadine della provincia stanno timidamente tentando di studiare strategie comuni, la speranza è che non sia un episodio isolato e che non riguardi solo una piccola parte della provincia.
Abbiamo realmente bisogno di poche chiacchiere e di azioni concrete, il tempo ci è nemico.
Quasi ogni giorno leggiamo di operazioni delle forze dell’ordine in merito a infiltrazioni camorristiche nelle attività commerciali, ci siamo chiesti come mai diverse aziende esistenti da anni stanno passando ad altri proprietari?
Nessuno si accorge che diversi locali commerciali cambiano ogni pochi mesi ragione sociale e tipo di attività?
Non crediamo che i commercianti vendano per divertimento o per puro realizzo ma il perché è da ricercarsi nelle scarse possibilità future di ripresa.
Ecco che diventa impellente dare fiducia a chi lavora e investe nel nostro territorio da molto tempo ma che da molto tempo si è accorto che sta arrivando al capolinea.
Un’azione forte, integrata, che interessi l’intera provincia potrebbe riaccendere le speranze e ridare forze e volontà a chi vuole bene al nostro territorio evitando che finisca nelle mani di chi lo vede come occasione di attività criminali e di ripulitura di un denaro che di sicuro non proviene da lavoro onesto.
I mezzi e le professionalità ci sono, le associazioni di categoria sono pronte a dare il loro contributo, gli imprenditori non aspettano altro.
Saremo capaci di uscire dalle logiche clientelari, dall’atteggiamento esclusivamente lamentoso, dallo scarica barile e il rimpallamento delle responsabilità?
Provincia, comuni e associazioni di categoria devono iniziare a parlare un linguaggio comune, non vogliamo in futuro doverci avvalere di traduttori per capire il linguaggio di chi sta comprando il nostro territorio


Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 11 Agosto 09