mercoledì 19 agosto 2009

LAZIO Trasloco dei Cantieri Rizzardi, un'occasione da non perdere


Piuttosto che pensare ai progetti faraonici, è bene sistemare l'esistenza per l'accogliere in città un'azienda che rappresenta un fiore all'occhiello
Porto, Polo della nautica, Cantieri nautici, grattacieli e lavoro per tutti alcuni degli argomenti che riempiono le pagine dei giornali della nostra provincia.
Penso di diritto di dire la mia scrivendo in prima persona e in qualità di Responsabile della Comunicazione del Polo Formativo della Nautica.
Il motivo di tanto fervore sulla nautica e sulla portualità di Terracina?
Lo spostamento dei cantieri Rizzardi nell’area dell’ex Sep.
passa il tempo e più diventa difficile ricordare tutta la querelle della nautica a Terracina visto che si trascina da molti decenni.
Vengo subito al risultato finale di tanto parlare, progettare e propagandare soprattutto nei programmi politici : : NULLA, MENO CHE NULLA, ANZI PEGGIO.
Si alternano sul podio dei proclami personaggi che hanno avuto enormi possibilità di realizzare il sistema portuale di Terracina, vogliono dire la loro personaggi che non sanno nemmeno cosa sia la nautica e l’economia ad essa legata.
Il porto di Terracina?
Dentro, fuori, a levante, no a ponente, ci manca solo di realizzarlo alla Fiora o al Frasso ( chissà se qualche politico non prenda spunto e chieda venga realizzato a Borgo Hermada insieme a tante altre opere che servono solo a mantenere l’appeal elettorale).
La cantieristica?
Non passa giorno che tutti indichino la loro soluzione ottimale, naturalmente senza tener conto di quale cantieristica si parla e degli ostacoli naturali e artificiali che possono impedire che uno yacht venga calato nell’elemento naturale per il quale è stato costruito.
Altro sport preferito è quello della banderuola che si orienta dove spira il vento e che, per natura, non ha una memoria storica, infatti molti si sono dimenticati che già in passato si era parlato di Rizzardi a Terracina e una politica sbagliata aveva rischiato di far perdere al territorio un industria che, compreso l’indotto, costituisce una fonte economica non indifferente oltre a portare nel mondo, insieme al marchio, il territorio dove sorgono gli stabilimenti .
Si invoca il diritto all’autodeterminazione locale e ci si dimentica di recenti disastri quali il ripascimento che ci è piovuto dall’alto e che, nonostante fosse chiaro il risultato finale, nessuno si è sentito in dovere di bloccare.
Si parla di formazione mirata all’occupazione : l’ITC Bianchini e la Twis srl, entrambe di Terracina, fanno parte del Polo Formativo della Nautica della Regione Lazio e progettano e realizzano corsi di formazione, una portualità organizzata porterebbe all’incremento di questi corsi e alla possibilità per molti ragazzi di trovare facilmente un lavoro professionalmente valido senza doversi trasferire altrove.
Di questo bisognerebbe parlare, delle opportunità che i cantieri Rizzardi potrebbero portare alla nautica Terracinese, al turismo nautico, alla definitiva sistemazione di un porto che tanto contribuirebbe al rilancio di una cittadina che sta vedendo la sua economia precipitare in un vortice di fallimenti e di infiltrazioni camorristiche.
Sono sincero: tutto è perfettibile e magari esisteva una soluzione migliore, ma è una soluzione che arriva concretamente dopo anni di proclami e in un momento fondamentale.
Termino con una riflessione, ma qualcuno ha parlato con Rizzardi?
Tutti conoscono esattamente cosa prevede il progetto?
Possiamo pensare che una società che ha come clienti, personaggi di calibro internazionale, costruisca una sede disastrata o non all’altezza dell’eleganza che costituisce il biglietto da visita di chi vende oggetti di lusso?
Sono certo che l’opportunità che ci si presenta è quella di organizzare la sistemazione definitiva dell’intera area portuale di Terracina tenendo conto della fruibilità da parte di residenti e turisti, della miglior localizzazione degli imbarchi per le isole e della viabilità; sostenibilità e il rispetto dell’ambiente a cappello dell’operazione.
I progetti faraonici che ci propinano da anni hanno dimostrato la loro irrealizzabilità a dispetto di una rapida e ottimale sistemazione dell’esistente.
Con questa premessa i cantieri nautici di Rizzardi possono essere compatibili con questa sistemazione ma Terracina e le maestranze dell’azienda nautica hanno bisogno di una risposta che arrivi in tempi brevissimi per impedire che passino ancora decenni e si perdano quelle occasioni che molte altre cittadine farebbero carte false per avere.
Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 19 agosto 09