Turismo a Terracina, un sito per pochi
Refusi nei cenni storici, collegamenti con l'aeroporto non specificati, mancano orari e percorsi dei pullman
I dati statistici lo confermano : le prenotazioni turistiche via internet hanno superato il 50% del totale.
Per fronteggiare questi dati e sfruttarli, diverse città turistiche si sono adeguate ed hanno tradotto i loro siti web come minimo in inglese, qualcuno anche nelle lingue madri dei turisti che più le frequentano.
Questa premessa e una politica turistica “corretta”, imporrebbe a Terracina il sito in inglese, svedese, tedesco e russo.
Sarebbe troppo bello e giusto, ma sappiamo accontentarci anche del solo inglese, peccato che sia ancora lontano da venire!
Proviamo a fare un giro nella sezione turismo, iniziando da una parte che molto interessa i visitatori : i trasporti terrestri e marittimi.
Non ci sono orari e percorsi ma solo alcuni numeri di telefono che riguardano la cotral, nessun numero dei trasporti urbani e marittimi.
Simpatica la scritta sotto “Collegamenti Aeroporto” che indica la città di Latina senza specificare altro ( giusto, l’aeroporto a Latina è solo un miraggio).
Nella parte centrale della pagina alcuni cenni di storia con molti errori di battitura e un italiano a volte incomprensibile.
In basso a destra un calendario dovrebbe indicarci le manifestazioni in programma, dico dovrebbe perché parte dal 10 agosto ( al momento di questa indagine, il 2 agosto) ignorando gli eventi di questi primi 10 giorni.
Non mi arrendo e vado a visitare la galleria fotografica, biglietto da visita della città per quei turisti che non la conoscono e, attraverso queste foto, dovrebbero decidere di passare le vacanze a Terracina.
Dico dovrebbe e riuso il condizionale perché vi invito a guardare alcune di quelle foto. Sezione “il mare”, fiore all’occhiello della città, una foto della spiaggia con gli ombrelloni molto generica, una specie di motoscafo ( esiste di molto meglio a Terracina, fortunatamente!) e in sequenza due foto che farebbero scappare gli irriducibili.
La prima ci mostra un lungomare con in primo piano un palo di quei famosi lampioni che sono anni che non funzionano, sullo sfondo la spiaggia deserta e un anziano signore che trascina un tronco portato sulla spiaggia dal mare.
La desolazione però ci colpisce più forte quando clicchiamo sulla seconda foto della spiaggia: si vede la sabbia ( quella di una volta, quando non c’erano i sassolini) e sul limite delle onde una sedia di plastica nera e null’altro ( riconosciamo una delle tante sedie di proprietà del comune sparite da anni non si ad opera di chi).
Qualunque turista scapperebbe e sarebbe un peccato perché le foto seguenti mostrano un bel tramonto, troppo tardi per rimediare! Le foto del porto sono alquanto brutte ma quelle della produzione superano anche la realtà, infatti viene mostrata come industria la Desco, da anni trasferitasi altrove lasciandoci gli scheletri di palazzi che avrebbero dovuto sostituire i vecchi capannoni.
Sorvoliamo sulle foto delle serre, orribili e sulle foto della storia mancanti della piazza del municipio e della cattedrale.
Terminiamo qui questo mini viaggio consigliando a chi ha messo le didascalie delle foto di chiamare Piazza Garibaldi con il suo vero nome e non “la rotonda”
Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 4 Agosto 09

