giovedì 29 ottobre 2009

TERRACINA Lettera a Terracina Rialzati

Qualche tempo fa, dopo anni di vuoto assoluto nella vita associativa terracinese, il disastro combinato da questa amministrazione, aveva smosso la coscienza civica di qualche ( sempre troppo pochi) cittadino. Ma Terracina sembra un posto desti...nato a morire anche in questo aspetto. A distanza di qualche mese, mi rendo conto che Terracina è veramente una missione impossibile. Non è un arrendersi in senso assoluto, ma solo spostarsi su un fronte più ampio, più tecnico e di spessore di quello che accade in questa città dimenticata da tutti meno che da mafie, camorra e malgoverno. Già da un mese avevo interrotto la collaborazione ( perchè in fin dei conti di collaborazione si trattava) con Terracina Rialzati, ora ho chiuso anche con altri impegni "locali". La scarsa partecipazione dei cittadini, la mancanza di crescita di quelle poche associazioni che sembravano avere la chiave giusta per smuovere le coscienze, la personalizzazione di qualcun'altra, sembra presupporre il solito scenario futuro, il solito teatrino della poltica e di chi la segue. Non si cambia dall'interno, non ci sono le persone, le idee, le capacità e persino la voglia. E' tempo perso anche se quello che mi ha visto provarci è esperienza e per questo DA ME non rinnegato. Forse ci vedremo a qualche consiglio comunale, ma solo perchè a terracina è l'unico teatro aperto e per giunta gratis. Un saluto agli iscritti a questo gruppo anche se la virtualità che contraddistingue questo gruppo così come anche gli altri "della zona" ( compreso il mio NO AL NUCLEARE A TERRACINA che ......però ha uno scopo diverso puntando tutto sull'informazione piuttosto che sulla partecipazione) è evidente nel numero esiguo di chi ci lavora e di chi partecipa. Buona fortuna, ne avete proprio bisogno

LATINA Lettera aperta al Direttore del Territorio

Egr. Direttore del Territorio, ti scrivo questa lettera pubblica e, per entrare subito nell'argomento, lo faccio in seguito ad un articolo apparso in prima pagina sul Territorio del 26 ottobre. Lo scrivo da cittadino della provincia di Latina, con un suo passato di associazionismo vario e da padre di famiglia. Tu sai che l'espressione “scendere in piazza” è sempre stata sinonimo di protesta, di espressione di idee contrarie o semplicemente per farsi riconoscere un diritto. Nel passato siamo stati abituati alle “chiamate alle armi” di partiti e sindacati che protestavano per decisioni governative che non soddisfacevano diversi aspetti della vita di ogni cittadino, dal lavoro alla salute alla pensione o ai diritti civili. Io ho sempre cercato di capire di ogni manifestazione, le motivazioni e chi l''organizzasse, non fosse altro per essere certo di fare un qualcosa che andasse a favore dei miei principi e dei miei ideali. Ho sempre “diviso” questi eventi in quelli propri di una categoria ( lavoratori che chiedono di non perdere il proprio posto di lavoro, per esempio) o in quelli per un'affermazione di un credo politico, per finire a quelli fatti in nome della collettività . La manifestazione di Borgo Sabotino apparteneva a quest'ultima specie, un gruppo di persone senza alcun interesse né politico e tantomeno economico, pensando che il futuro specialmente dei giovani, dovesse avere una sicurezza e una sostenibilità diverse da quelle degli ultimi decenni che hanno fatto degli interessi di pochi la distruzione di tanti. E' evidente come l'opinione degli organizzatori non fosse universalmente riconosciuta come l'unica verità ed evidente come nessuno avesse questo in mente. Ma ritengo che, d'accordo o non d'accordo, questo gruppo di cittadini, molti dei quali si sono sobbarcati un lungo viaggio in treno, avessero diritto ad essere considerati maggiormente per il loro impegno e per il fatto che quello che chiedevano era tutto meno che pennacchi, medaglie o altri fronzoli ai quali molti personaggi della nostra provincia adiscono quando esternano le loro idee o le loro faraoniche promesse. Chiedere ad un governo di professare una politica diversa dal nucleare, una politica basata sul risparmio e su fonti meno pericolose ( si può parlare della sicurezza delle centrali per anni, si possono poirtare tutti i dati che si vogliono ma mai sarà possibile dire che una centrale nucleare è più sicura di una solare) e farlo in una provincia che sta pagando un alto tasso alle malattie “del progresso” ( vedi amianto, discariche pericolose e due centrali nucleari a distanza di 100 km) penso meriti più rispetto di un titolo a tutta pagina “Fronte No Nuke per quattro gatti”.


Vedi Direttore ( ti sto dando del tu perchè conosco il tuo passato di socialista così come lo è stato il mio), se invece di pensare ad un titolo come questo o a quanto riportato all'interno, si fosse pensato di chiedere agli organizzatori quale fosse stato il loro scopo e quali gli obiettivi raggiunti o falliti , si sarebbe appreso che, seppur registrando una partecipazione poco numerosa, lo scopo di mettere insieme molte delle associazioni che operano sul territorio per la tutela dell'ambiente e della salute, è stato raggiunto e quanto prima vedrà la nascita di un coordinamento locale. Poca cosa o grande risultato è lasciato al pensiero soggettivo, ma quei 4 patetici gatti ( tra i quali il sottoscritto) si sono mossi e si muoveranno concretamente, al contrario di chi promette iniziative clamorose se dovessero decidere di portare il nucleare a Latina, ma poi al momento di metterle in atto sparirà così come sono spariti per quelle opere che dovevano rilanciare il territorio. Distinti saluti. Sergio Arienzo

Inviata al Territorio il 27 ottobre 09

sabato 24 ottobre 2009

LATINA Manifestazione antinucleare a Borgo Sabotino

Abbiamo già dato, ci devono ancora il 70% dei contributi per il disagio di aver avuto la centrale nucleare sul nostro territorio, non possono farne una nuova proprio dove abbiamo individuato il rilancio della marina di Latina, queste alcune “esternazioni” politiche in merito alla probabile localizzazione di una delle centrali nucleari italiane proprio a Borgo Sabotino già sede di una di quelle in via di smantellamento in seguito al risultato del referendum popolare del 1987. C’è anche chi ha detto di essere pronto ad incatenarsi ai cancelli dell’area eventualmente prescelta, chissà se godrebbe delle stesse “attenzioni” di normali dimostranti così come avvenuto, per esempio , a Scanzano. Tutti però sembrano ignorare un problema fondamentale, il governo, così come accaduto in Campania per la localizzazione delle nuove discariche, vorrebbe avvalersi di una legge che gli consentirebbe di non dover necessariamente ottenere il placet delle amministrazioni locali, facendo apparire le dichiarazioni pura espressione pre elettorale. Domenica mattina, intanto, organizzata da un’associazione nazionale, SIAMO VIVI, si terrà una manifestazione popolare per esprimere il profondo dissenso ad una politica energetica che, invece di puntare a fonti energetiche cosiddette pulite e rinnovabili, vorrebbe puntare sul nucleare, considerato obsoleto e antieconomico. Molte le associazioni e i movimenti che hanno dato la loro adesione alla manifestazione che si terrà in contemporanea anche a Cagliari altra città che sembra prescelta per ospitare le centrali,. Dall’altra parte c’è però un governo sostenitore a spada tratta di centrali nucleari, in base ai dati in loro possesso, sicurissime, senza emissioni nocive e a basso costo di funzionamento. Sul discorso sicurezza si obietta con i numerosi esempi di problematiche nelle varie centrali sparse nel mondo e con il non trascurabile rischio di attentati. Più difficile il confronto sull’economicità del nucleare che, se da un parte ci libera dalla dipendenza dai paesi produttori di petrolio, ci lega a quelli produttori di uranio. Pesa inoltre la mancanza di dati certi sul costo di produzione del nucleare che non deve basarsi solo sul costo di funzionamento rispetto all’energia prodotta, ma soprattutto sugli altissimi costi di costruzione, di manutenzione, di smaltimento delle scorie e di smantellamento della centrale al termine del suo ciclo di produzione. Su questi ultimi costi, stiamo assistendo ad un costante incremento degli stessi per la dismissione delle centrali nucleari spente dal 1987 e ancora in fase di attuazione e sulla difficoltà di stoccaggio delle scorie radioattive. Le popolazioni intorno alla centrale mostrano dati medici sull’incremento dei tumori alla tiroide nella nostra provincia e per questo sembrano promettere battaglie senza fine alla sola idea che qualcuno prenda in considerazione il nostro comprensorio per una delle centrali. Al di là delle considerazioni personali sul nucleare si o nucleare no, resta un dato di fatto sconcertante: mentre tutte le nazioni stanno attuando politiche di risparmio energetico, l’Italia segna il passo e si affida totalmente ad un incremento dell’energia prodotta e questo grazie al nucleare. Negli anni che ci vorranno affinché tutte le centrali nucleari programmate inizieranno a fornire energia, una sana politica di risparmio energetico avrebbe reso superfluo la loro costruzione, evitando l’inevitabile scontro tra i favorevoli e i contrari che comunque comporterà alti costi sociali e come minimo ritarderà l’attuazione del programma nucleare. Infatti puntare ad un minor fabbisogno energetico del 25% grazie a politiche di risparmio non è utopia specialmente se si hanno come minimo 15 anni per attuarle e se si destina a queste politiche l’equivalente denaro preventivato per la costruzione delle centrali nucleari. Risparmiare l’energia consentirebbe comunque un rispetto maggiore dell’ambiente visto che anche qualsiasi sistema usato per produrre l’energia rinnovabile ha un costo in materie prime e di smaltimento finale tenendo conto delle preoccupazioni di chi, in un’epoca di sempre maggiore globalizzazione, si chiede come sia possibile far fronte alle richieste di tutti gli abitanti del nostro pianeta per una vita cosiddetta occidentalizzata, senza pensare a consumare meno risorse che sono universalmente note come limitate. Appuntamento per chi volesse esprimere il proprio dissenso e ascoltare le ragioni del No, alle ore 10 a Piazza dei navigatori a Foce Verde- Borgo Sabotino.

Pubblicato sul Territorio il 24 ottobre 09

domenica 18 ottobre 2009

TERRACINA I ragazzi del Comenius si danno l'arrivederci



E’ sempre un piacere quando si può dire con assoluta certezza “obiettivo raggiunto”. A distanza di pochi giorni dalla partenza del gruppo di professori e studenti, rimasti a Terracina una settimana in occasione del progetto Comenius, come per ogni avvenimento di rilevanza , si tirano le somme. Andiamo per ordine: l’accoglienza non poteva essere migliore e non lo dicono soltanto i tre professori dell’ITC Bianchini, la scuola di Terracina che ha organizzato la tappa italiana, Azzoli, Pantanella e Tomassi, la vice preside Nardone o il preside Lattao, lo dicono tutti i professori portoghesi di Fafa, svedesi di Sandviken e austriaci di Hallein. Hanno portato i loro progetti, hanno programmato i futuri scambi di studenti e per qualcuno anche i futuri stage lavorativi , hanno visitato alcune aziende della zona, pranzato da Somma e cenato potendo gustare tutte le varie “tipicità” della nostra cucina preparati dal Grappolo d’Uva e il 116 di Terracina o Gliò Montano di Priverno. Non sono mancate le visite alle bellezze naturalistiche, culturali e del patrimonio architettonico grazie anche al nostro clima, che pur in presenza di due giornate piovose, ha permesso a tutti passeggiate sul lungomare e bagni nel nostro bel mare. Anche loro si sono meravigliati di come, in presenza di tutto quanto sopra descritto, in pratica fossero gli unici “turisti” a Terracina e questo merita un capitolo a parte visto che tutti i terracinesi sono consapevoli di quanto potrebbe prolungarsi la stagione ma poi nulla viene fatto per la necessaria promozione. Molto interessante farsi spiegare dai presidi delle tre scuole, come funzioni il loro sistema scolastico e di quante cose potremmo “adottare” per migliorare la nostra offerta di formazione. Degli stage lavorativi all’estero si è anche parlato sabato sera, in occasione dell’incontro tra professori, studenti e i due assessori Amuro e Zicchieri, in rappresentanza dell’amministrazione, in aula consiliare. A tal proposito, sollecitato dall’esposizione dei futuri progetti delle scuole, l’assessore Zicchieri ha promesso l’interessamento dell’amministrazione all’istituzione di borse di studio per alcuni studenti terracinesi allo scopo di approfittare delle occasioni di stage presso le strutture convenzionate con le scuole europee aderenti al progetto Comenius. Lunedì sera, come degno finale della settimana, grande festa di saluto nell’aula magna dell’ITC Bianchini, dove gli ospiti hanno potuto ascoltare dal vivo un duo di eccezione, Settimio Savioli alla tromba e Giorgio Pantanella al flauto. Subito dopo  balli di gruppo, revival anni 80 e disco dance con le ragazze del Bianchini partecipanti al progetto che hanno coinvolto tutti fino al momento dei saluti e dei ringraziamenti a tutti quelli che hanno reso possibile la riuscita del progetto. Graditissimo dagli ospiti il regalo “enogastronomico” consegnato da Luca Brusca dei Lions e sottolineato l’impegno e l’aiuto fornito dalla Twis nella persona di Sergio Arienzo. Particolarmente commoventi i saluti tra gli studenti che hanno dimostrato come l’obiettivo più importante raggiunto, sia stata l’amicizia e l’integrazione tra chi è già nato “ cittadino europeo”. In ultimo, ma sicuramente al primo posto, come sia stato di fondamentale importanza che gli studenti terracinesi abbiano potuto interloquire in inglese con gli altri ragazzi, dimostrando quanto la pratica sia importantissima e apra orizzonti europei al futuro lavorativo. Appuntamento ad Hallein in Austria dal 13 al 20 aprile per la conclusione del progetto, mentre per la prossima estate gli studenti si sono già organizzati spontaneamente in scambi di ospitalità per le vacanze e questo è un altro dei traguardi raggiunti dal progetto

Pubblicato sul Territorio il 18 ottobre 09

venerdì 9 ottobre 2009

TERRACINA Comenius fa tappa a Terracina



Dal 7 al 13 ottobre oltre 40 studenti di varie nazionalità accompagnati da 15 professori
Se vi capiterà di incontrare gruppi di ragazzi di diverse nazionalità in giro per Terracina dal 7 al 13 ottobre, sappiate che non è un caso fortuito ma una delle “tappe” del progetto Comenius. Sono oltre 40 studenti di tre nazioni europee, Austria, Svezia e Portogallo accompagnati da 15 professori che si incontrano a Terracina con 15 studenti e con il corpo docente dell’ITC Bianchini. Il progetto Comenius è un programma settoriale del più ampio progetto Socrates dagli obiettivi ben precisi e di respiro europeo. Tra i più importanti e specifici:

Sviluppare la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore
Aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e le competenze necessarie ai fini dello sviluppo personale, dell'occupazione e della cittadinanza europea attiva.
Importantissimi per la crescita europea della formazione scolastica sono gli obiettivi specifici quali:
•migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità degli scambi di allievi e personale docente nei vari Stati membri
•migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma
•incoraggiare l'apprendimento di lingue straniere moderne
•migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti
•migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica.
Come raggiungere questi ambiziosi obiettivi?
Attraverso la mobilità degli individui e lo sviluppo di partenariati
Per quanto riguarda la mobilità rientrano in questa attività gli scambi di alunni e personale della scuola, la mobilità individuale degli alunni, l'assistentato per futuri insegnanti, la possibilità per il personale docente di effettuare tirocini presso istituti scolastici o imprese, la formazione in servizio per il personale docente e le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti.
Molto importante il programma preparato dall’ITC Bianchini e in special modo dal preside Vincenzo Lattao coadiuvato dalla vice preside Augusta Nardone e dai professori Marcello Azzoli, Giorgio Pantanella e Tobia Tommasi.
Hallein in Austria, Fafe in Portogallo e Sandviken in Svezia le città coinvolte nel progetto e che attraverso i propri studenti e professori incontreranno il corpo docente terracinese, visiteranno alcune aziende del comprensorio quali Sant’Andrea e Francia e un tour guidato a Fossanova, Roma e naturalmente Terracina. Molti degli studenti in visita saranno ospitato da alcune famiglie di studenti del Bianchini .
Molte le aziende locali che insieme ai Lions di Terracina e alla Twis si sono messe a disposizione dei partecipanti e che contribuiranno a rendere più interessante e piacevole il soggiorno dei partecipanti anche in funzione dei due workshop business plan in programma sabato 10 e lunedì 12 e del prossimo incontro a Hallein in Austria che concluderà il programma di quest’anno.
Giovedì c’è stata la presentazione dei progetti di azienda da parte delle 4 scuole e la visita alla struttura dell’ ITC Bianchini. Ambra Caiani, Melissa Conte, Giada Colandrea, Miriana Penci, Francesca Dei Giudici, Ilaria Loffrè, Gianmarco Marzella, Valentina Valentini, Ilaria Di Girolamo, Valentina Monti, Marika Di Vizio, Jessica Ferrari, Elvira Giannetti e Arianna Arienzo gli studenti dell’ITC Bianchini che accompagneranno i giovani studenti europei in tutte le fasi del soggiorno a Terracina, con la speranza che si riesca a costruire una cooperazione duratura e che, molto importante visto il periodo, si contribuisca a lasciare un ottima immagine “turistica” della nostra cittadina.

Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 9 ottobre 2009

venerdì 2 ottobre 2009

TERRACINA Scienze e Religioni


Scienze e Religioni, questo il titolo di un interessantissima mattinata di studio sabato 3 ottobre alle ore 11,15 presso l’aula magna dell’ ITC Bianchini, scuola sempre attenta ai temi del sociale e dell’attualità.


Il ruolo delle scienze naturali, le ipotesi di studio e le prospettive, saranno al centro dell’intervento del prof Raffaele Pisano, Storico della Fisica, Università di Roma “La Sapienza” e membro del comitato direttivo Nazionale per l’Insegnamento della Fisica (A.I.F.) e del comitato direttivo Europeo per la Storia della Scienza (E.S.H.S.).
Interessante sarà conoscere il ruolo svolto dalle credenze religiose nella nascita della scienza moderna, attraverso la risposta ad alcune stimolanti domande quali:
La scienza e le credenze religiose possono trovare una zona di intersezione?
Si può parlare di sviluppo scientifico all’interno della storia delle religioni?
La storia delle religioni che tipo di contributo può offrire alla storia della scienza?
Religione cattolica o storia delle religioni nella scuola?
Insegnare religione nella scuola. Lo studio storico della scienza e delle religioni nella scuola
potrebbe aiutare a capire meglio le difficoltà tra le tradizionali culture religiose e scientifiche?
Qual è la posizione della cultura della non-violenza nel progresso scientifico e nel progresso religioso?
Il prof. Pisano, visti gli studi matematici e scientifici ci porterà a confrontare le teorie scientifiche sull'origine dell'universo e le dottrine religiose sulla origine del mondo, trovando nessi e logiche interpretative tra la scienza e i dogmi religiosi. Le tematiche proposte trovano un connubio perfetto con il valore- pedagogico della scuola sempre supportate dal preside V.Lattao e in special modo dell’interesse delle prof.sse Assunta di Mauro e Miriana Zannella che, insieme alla prof.ssa Alessandra De Monaco, hanno reso possibile portare a Terracina quest’incontro di grande attualità e di indiscusso valore e interesse scientifico.
Fa molto riflettere la citazione “"Thought does not respect national frontiers. Yet scientific ideas are far from stateless citizens". (A. Thackray. 1970. Atoms and Powers, Harvard University) che troviamo a corollario dei saluti del professore nella presentazione degli atti di un congresso del 2007 a Latina.
“Il pensiero non rispetta le frontiere nazionali. Eppure le idee scientifiche sono lontane dai cittadini apolidi”

Pubblicato su Il Nuovo territorio il 2 ottobre 09