sabato 24 ottobre 2009

LATINA Manifestazione antinucleare a Borgo Sabotino

Abbiamo già dato, ci devono ancora il 70% dei contributi per il disagio di aver avuto la centrale nucleare sul nostro territorio, non possono farne una nuova proprio dove abbiamo individuato il rilancio della marina di Latina, queste alcune “esternazioni” politiche in merito alla probabile localizzazione di una delle centrali nucleari italiane proprio a Borgo Sabotino già sede di una di quelle in via di smantellamento in seguito al risultato del referendum popolare del 1987. C’è anche chi ha detto di essere pronto ad incatenarsi ai cancelli dell’area eventualmente prescelta, chissà se godrebbe delle stesse “attenzioni” di normali dimostranti così come avvenuto, per esempio , a Scanzano. Tutti però sembrano ignorare un problema fondamentale, il governo, così come accaduto in Campania per la localizzazione delle nuove discariche, vorrebbe avvalersi di una legge che gli consentirebbe di non dover necessariamente ottenere il placet delle amministrazioni locali, facendo apparire le dichiarazioni pura espressione pre elettorale. Domenica mattina, intanto, organizzata da un’associazione nazionale, SIAMO VIVI, si terrà una manifestazione popolare per esprimere il profondo dissenso ad una politica energetica che, invece di puntare a fonti energetiche cosiddette pulite e rinnovabili, vorrebbe puntare sul nucleare, considerato obsoleto e antieconomico. Molte le associazioni e i movimenti che hanno dato la loro adesione alla manifestazione che si terrà in contemporanea anche a Cagliari altra città che sembra prescelta per ospitare le centrali,. Dall’altra parte c’è però un governo sostenitore a spada tratta di centrali nucleari, in base ai dati in loro possesso, sicurissime, senza emissioni nocive e a basso costo di funzionamento. Sul discorso sicurezza si obietta con i numerosi esempi di problematiche nelle varie centrali sparse nel mondo e con il non trascurabile rischio di attentati. Più difficile il confronto sull’economicità del nucleare che, se da un parte ci libera dalla dipendenza dai paesi produttori di petrolio, ci lega a quelli produttori di uranio. Pesa inoltre la mancanza di dati certi sul costo di produzione del nucleare che non deve basarsi solo sul costo di funzionamento rispetto all’energia prodotta, ma soprattutto sugli altissimi costi di costruzione, di manutenzione, di smaltimento delle scorie e di smantellamento della centrale al termine del suo ciclo di produzione. Su questi ultimi costi, stiamo assistendo ad un costante incremento degli stessi per la dismissione delle centrali nucleari spente dal 1987 e ancora in fase di attuazione e sulla difficoltà di stoccaggio delle scorie radioattive. Le popolazioni intorno alla centrale mostrano dati medici sull’incremento dei tumori alla tiroide nella nostra provincia e per questo sembrano promettere battaglie senza fine alla sola idea che qualcuno prenda in considerazione il nostro comprensorio per una delle centrali. Al di là delle considerazioni personali sul nucleare si o nucleare no, resta un dato di fatto sconcertante: mentre tutte le nazioni stanno attuando politiche di risparmio energetico, l’Italia segna il passo e si affida totalmente ad un incremento dell’energia prodotta e questo grazie al nucleare. Negli anni che ci vorranno affinché tutte le centrali nucleari programmate inizieranno a fornire energia, una sana politica di risparmio energetico avrebbe reso superfluo la loro costruzione, evitando l’inevitabile scontro tra i favorevoli e i contrari che comunque comporterà alti costi sociali e come minimo ritarderà l’attuazione del programma nucleare. Infatti puntare ad un minor fabbisogno energetico del 25% grazie a politiche di risparmio non è utopia specialmente se si hanno come minimo 15 anni per attuarle e se si destina a queste politiche l’equivalente denaro preventivato per la costruzione delle centrali nucleari. Risparmiare l’energia consentirebbe comunque un rispetto maggiore dell’ambiente visto che anche qualsiasi sistema usato per produrre l’energia rinnovabile ha un costo in materie prime e di smaltimento finale tenendo conto delle preoccupazioni di chi, in un’epoca di sempre maggiore globalizzazione, si chiede come sia possibile far fronte alle richieste di tutti gli abitanti del nostro pianeta per una vita cosiddetta occidentalizzata, senza pensare a consumare meno risorse che sono universalmente note come limitate. Appuntamento per chi volesse esprimere il proprio dissenso e ascoltare le ragioni del No, alle ore 10 a Piazza dei navigatori a Foce Verde- Borgo Sabotino.

Pubblicato sul Territorio il 24 ottobre 09