lunedì 14 dicembre 2009

TERRACINA Lettera aperta al direttore di Latina Oggi

Ho spedito questa email il giorno dopo aver letto un articolo su Latina Oggi. E' passata una settimana e non ho avuto risposta, quindi la pubblico qui. Avrà meno lettori ma è la qualità che mi interessa

Gentile Direttore, le scrivo questa lettera dopo aver letto l’articolo in prima pagina del giornale da lei diretto. Un giornalista ha tutto il diritto, sia per dovere di cronaca che per il suo ruolo di non essere un semplice racconta storie, di porsi domande, di fare ipotesi e di cercare verità diverse da quelle universalmente riconosciute. Le dico subito che condivido alcune considerazioni sul litigio nel centro sinistra e su alcuni politici che hanno pensato bene di fare passarella, ma questo sembra ultimamente una malattia che ha contagiato praticamente tutta la classe politica. Passarelle e litigi sono all’ordine del giorno sia in parlamento che nella sua seconda sede, cioè i talk show televisivi. Ma mi consenta ( usando un’ interlocuzione cara al presidente del proprietario del suo giornale) di dissentire dalle illazioni finali su chi c’è dietro la B perché assolutamente ininfluente ai fini delle considerazioni su quanto accaduto ieri. Il milione, o quasi, di certo non “pochi come indicato nell’articolo, erano in grandissima maggioranza persone comuni, lavoratori, precari e disoccupati e tutti accomunati dalla voglia di dire basta ad un sistema ed a un Italia governata dalla comunicazione e dalle promesse mancate di una persona che vuole avere un trattamento diverso da quello che a tutti noi riservano le istituzioni e le amministrazioni. Semmai sarebbe da riflettere sul come e sul perchè stampa e televisioni hanno nella maggior parte ignorato la manifestazione o parlato di fallimenti e numeri che, per chi effettivamente fosse stato presente, farebbe facilmente capire il perché eravamo così tanti.




Sergio Arienzo – No Berlusconi Day Terracina

mercoledì 9 dicembre 2009

ROMA 5 Dicembre: No Berlusconi Day





Un fiume in piena, una marea inarrestabile, un'invasione colorata. Il 5 dicembre a Roma è andata in scena la manifestazione più grande, bella, pulita e viola dell'Italia della seconda repubblica. Il fatto stesso che simile evento sia stato ignorato, minimizzato, ridicolizzato o addirittura "mafiosizzato" da una grossa fetta di televisioni e giornali, garantisce i partecipanti dall'aver sbagliato ad andarci. Mai cosa più giusta, tempo ben speso e, almeno per qualche ora, respiro di libertà. Tutto era nato da un gruppo di blogger su facebook, creata la pagina, subito migliaia di iscritti. Ma si sa, dal virtuale al reale è sempre una roulette, in questo caso la realtà ha superato l'immaginazione e il virtuale.
Alla fine i numeri sono: 370mila iscritti al virtuale, almeno 700mila partecipanti reali e 90mila per chi fino all'ultimo , pur rischiando di essere ridicolo, ha voluto omaggiare il presidente.  Alle 14 eravamo a Roma, in Piazza della Repubblica luogo dell'appuntamento con il nostro grosso striscione. Il gruppo è rimasto lì, io sono andato a Piazza San Giovanni ad aiutare gli organizzatori e quando sono arrivato in piazza c'erano già migliaia di persone. Il corteo si è mosso verso San Giovanni ma quando è arrivato ha trovato la piazza quasi piena, tanto è vero che gli ultimi a muoversi hanno fatto pochi metri e poi sono rimasti fermi. Quindi Piazza San Giovanni gremita all'inverosimile, le strade laterali idem e una marea di gente ferma tra San Giovanni e piazza della Repubblica. Tre anni prima Berlusconi, nella stessa piazza, aveva detto di essere 2 milioni il numero di chi era accorso a sostenerlo contro Prodi, subito smentito dalla questura di Roma con un 700mila presenze. Stranamente la piazza si è ristretta nel tempo e ora, con il doppio delle persone, veniamo conteggiati in 95mila. Ecco, questo è regime. Ma ala fine i numeri ufficiali diventano secondari rispetto alle immagini. Una sola diretta televisiva di una televisione straniera, in patria si va a reti unificate solo per annunciare che con i soldi degli altri si sono costruite 4 casette. Al varco per gli accreditati dove operavo anch'io, una ressa di giornalisti, cineoperatori, fotografi e politici. Tutti vogliono entrare, tutti vogliono intervistare, tutti vogliono fare foto o riprese che facciano capire che la piazza era piena o vuota a seconda del colore politico dell'editore. C'è chi vuole sottolineare l'apartiticità della manifestazione e chi riprende le bandiere presenti per dimostrare la teoria di chi c'era dietro il tutto. Nel frattempo si inizia a cantare dal palco e poi gli interventi di personaggi pubblici ma non politici, così come deciso e rispettato da tutti. Mi metto sotto al palco per sentire meglio e apprezzo Moni Ovadia, Dario Fo e Franca Rame, Monicelli, Fiorella Mannoia e tutti gli altri. Due però su tutti: Ulderico Pesce che smuove la folla e si appassiona così tanto da arrivare sfinito alla fine dell'intervento: Berlusconi dovrei dirti vattene a casa, ma visto che tu le normali case non le hai ma hai solo ville, vattene nella villa, vattene dove vuoi basta che te ne vai......





 Il  caporalato e il trattamento da schiavi degli immigrati alcuni temi trattati. Salvatore Borsellino, ti arriva al cuore, ti emoziona, ho ancora l'immagine del suo braccio alzato con l'agenda rossa simbolo del lavoro del fratello che grida RESISTENZAAAAA. Dietro il palco le televisioni presenti fanno a gara ad intervistare i Di Pietro, De Magistris, Ferrero, Franceschini, Rosi Bindi, Marino, Melandri e Serracchiani, ma niente palco per loro. Ritorniamo a casa con un'emozione indimenticabile, con la sensazione di aver costruito un pezzo di storia e di aver camminato con chi si meritava di stare lì. A casa accendo la tv: fantasmi, siamo stati dei fantasmi per quelle televisioni. Nel frattempo andava in onda la sceneggiata dell'arresto "programmato" di due boss mafiosi, servono a riempire i tg. L'indomani uno dei servi di Berlusconi ci accusava di essere amici di Spatuzza: peccato che lui abbia parlato di altro e di altri. Stavolta saranno i cittadini a querelare un direttore di un giornale. Appuntamento alle prossime iniziative e al gruppo TERRACINA IL POPOLO VIOLA su facebook




mercoledì 2 dicembre 2009

ITALIA : I padroni dell'economia

Si discute di tutto, persino delle abitudini sessuali e private di una classe politica che sembra più un teatro dei burattini che quel gruppo di cittadini eletti dal popolo per gestire l'azienda Italia. Mentre noi cittadini ci affanniamo a sostenere una tesi piuttosto di un'altra su questi personaggi, i padroni dell'economia stanno arraffando tutto quello che possono alle spalle nostre. Per anni abbiamo regalato alla Fiat miliardi di lire e ora di euro in nome di una produzione italiana che garantiva occupazione. Per anni la Fiat ha sovraprodotto riempiendo i magazzini e i piazzali di auto per poi fermare la produzione, mettere migliaia di operai in cassa integrazione ( pagati da noi) e invocare incentivi per la ventita puntualmente concessi da governi di tutti i colori. Terminata l'abbuffata delle vendite ecco ritornare lo spettro della cassa integrazione e ora addirittura dello stop alla produzione a Termini Imerese. Il governo si è precipitato a garantire nuovi incentivi anche per il 2010 ma la Fiat ha fatto sapere che non cambierà idea. E così, nonostante l'aumento delle vendite, l'aumento della quota di mercato, la Fiat andrà a produrre auto italiane all'estero con i soldi guadagnati alle spalle dei contribuenti italiani. Così ha fatto anche Colannnino con la Piaggio ( ora in Vietnam), le multinazionali che hanno preso soldi dalla cassa per il mezzogiorno e ora chiudono anche se in attivo ( vedi la Tetra Pack) e tanti altri padroni dell'economia con in testa le banche che hanno avuto soldi per gestire la crisi e aiutare le piccole imprese e invece le stanno strozzando. Pariliamo ancora di escort, di trans, di crocefisso, di video hard, di minareti, persino delle cavolate sparate dalla lega, intanto i padroni dell'economia ci stanno riducendo alla fame

martedì 1 dicembre 2009

TERRACINA: l'olio miracoloso

Lo sapevate che a Terracina si produce l'olio dei miracoli? No? Ma che cittadini siete? Queste sono cose che tutti dovrebbero sapere perchè danno speranza in un futuro migliore della città, occupazione per tutti, rilancio turistico e salvaguardia dei luoghi storici e archeologici. Non chiedetemi dove si può comprare, perchè se ne producono solo 50 litri l'anno e a mala pena bastano per i turisti in cerca di souvenir. Ora avete capito, spero, si tratta dell'olio di oliva che si produce con la raccolta delle olive nell'area archeologica del Tempio di Giove. Grande soddisfazione della scuola deputata a gestire il sito, i turisti sono tutti incavolati neri perchè non funziona nulla, ma ora che potranno comprare olio la loro visita al tempio sarà ricompensata. Si prevedono qualche milione di turisti attratti non tanto dall'incredibile bellezza del luogo ma dall'olio miracoloso che farà dimenticare le mura insozzate dai vandali, delle erbacce che crescono ovunque e dalla assoluta mancanza di cartelli o altri servizi che in altri luoghi costituiscono il minimo indispensabile per un offerta turistica quantomeno decente. Da oggi non voglio più sentire lamentele per il presente e preoccupazioni per il futuro economico di Terracina, ABBIAMO L'OLIO MIRACOLOSO e tanto ci basta