Ho spedito questa email il giorno dopo aver letto un articolo su Latina Oggi. E' passata una settimana e non ho avuto risposta, quindi la pubblico qui. Avrà meno lettori ma è la qualità che mi interessa
Gentile Direttore, le scrivo questa lettera dopo aver letto l’articolo in prima pagina del giornale da lei diretto. Un giornalista ha tutto il diritto, sia per dovere di cronaca che per il suo ruolo di non essere un semplice racconta storie, di porsi domande, di fare ipotesi e di cercare verità diverse da quelle universalmente riconosciute. Le dico subito che condivido alcune considerazioni sul litigio nel centro sinistra e su alcuni politici che hanno pensato bene di fare passarella, ma questo sembra ultimamente una malattia che ha contagiato praticamente tutta la classe politica. Passarelle e litigi sono all’ordine del giorno sia in parlamento che nella sua seconda sede, cioè i talk show televisivi. Ma mi consenta ( usando un’ interlocuzione cara al presidente del proprietario del suo giornale) di dissentire dalle illazioni finali su chi c’è dietro la B perché assolutamente ininfluente ai fini delle considerazioni su quanto accaduto ieri. Il milione, o quasi, di certo non “pochi come indicato nell’articolo, erano in grandissima maggioranza persone comuni, lavoratori, precari e disoccupati e tutti accomunati dalla voglia di dire basta ad un sistema ed a un Italia governata dalla comunicazione e dalle promesse mancate di una persona che vuole avere un trattamento diverso da quello che a tutti noi riservano le istituzioni e le amministrazioni. Semmai sarebbe da riflettere sul come e sul perchè stampa e televisioni hanno nella maggior parte ignorato la manifestazione o parlato di fallimenti e numeri che, per chi effettivamente fosse stato presente, farebbe facilmente capire il perché eravamo così tanti.
Sergio Arienzo – No Berlusconi Day Terracina

