lunedì 28 settembre 2009

BRAVA ROMINA POWER



Lettera di Romina Power ai ministri:
"Dico no ai vaccini e vi spiego perché".

Alla cortese attenzione del Ministro della Salute,On. Maurizio Sacconi
e del Vice Ministro della Salute,On. Ferruccio Fazio.
Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro.
Vi scrivo in merito alla supposta "pandemia" A/H1N1, meglio nota come "febbre suina".
Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l'Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all'inizio del 2010.
Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all'opportunità della campagna di vaccinazione.



1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta.
E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.

2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.

3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.

4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa.
Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani.
Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.

5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".

6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.

7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro".

Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese!
Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell'OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell'eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa.

Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate. Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto.

Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo.

Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina - preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio "terrorismo mediatico")- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di "militarizzazione" della sanità e di recare danno alla salute della popolazione.

Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

domenica 27 settembre 2009

TERRACINA Cosa c'è dietro la guerra dell'acqua?

Cosa c’è dietro la guerra dell’acqua? Se lo chiedono i cittadini di Terracina rimasti stupiti dall’incredibile “sparata” del primo cittadino.
Abituati a manifestazioni di intolleranza verso consiglieri, dipendenti comunali o delle cooperative sociali, questo allargamento del raggio di azione lascia sconcertati.
C’è amore per la giustizia o per un ritorno al concetto di proprietà “popolare” dei beni naturali?
Queste domande se le sono poste i più sprovveduti, i romantici di una politica che forse non c’è mai stata nel nostro territorio, la realtà sembra essere esclusivamente legata ad un “avvertimento” alla politica del senatore Fazzone. Nardi, nel bene o nel male, è legato ad un partito come Alleanza Nazionale che sta vivendo un tentativo di ridimensionamento a livello provinciale a causa della politica egemonica del senatore e questa uscita sull’acqualatina, tanto cara proprio a Fazzone, vuol far capire che gli uomini di AN non si faranno fagocitare facilmente.
Essere il sindaco di una delle città più popolose della provincia ( anche se a livello provinciale riesce solo ad esprimere un consigliere di opposizione) deve aver dato a Nardi la forza di erigersi a capofila di una ribellione alle imposizioni dei forzisti.
La risposta di Fazzone non si è fatta attendere e si è basata su una pacata ma attenta analisi dei costi ai quali andrebbero incontro i comuni che decidessero di far sciogliere il contratto con acqualatina.
Come non comprendere che l’argomento scelto è proprio quello più “crudele” nei riguardi di un sindaco che amministra una città sull’orlo del dissesto finanziario?
Ma dove vai se non hai un euro, sembra gridargli il senatore, lascia stare e occupati dei tuoi guai che è meglio.
Ma in questi ultimi tempi a volte la fantasia ha superato la realtà e allora perché non cedere alla fantapolitica e elaborare una teoria diversa da quella della guerra interna alla PDL?
Tra pochi giorni il consiglio dei ministri dovrà decidersi sulla questione scioglimento dell’amministrazione di Fondi, le pressioni sono arrivate ai massimi livelli e l’ipotesi di una decisione favorevole non è poi così pellegrina.
Da molto tempo negli ambienti politici di Terracina si pensa che, se si sciogliesse Fondi, sarebbe inevitabile che tutte le inchieste su Terracina prendessero una strada simile.
Chissà se nella testa di Nardi, questa uscita nazional popolare, non faccia parte di una strategia di riavvicinamento alle istanze civili, sintomo di un’amministrazione ben diversa da quella che si voleva dipingere?
Un pochino meno fanta e più politica, è l’ipotesi di questa ribellione solo per un rafforzamento di quel diktat che voleva Nardi “ rinunciare” ad una candidatura regionale in cambio di un posto da manager nella sanità.
E se molti comuni rispondessero all’appello con un bel SI? Dalla fantapolitica si passerebbe alla fantascienza

Pubblicato su Il Nuovo Territorio  il 27 settembre 09

venerdì 18 settembre 2009

TERRACINA Il semaforo ricomincia a funzionare




Ricomincia a funzionare il semaforo tra Viale Europa e Via Toscana.
Dopo tante segnalazioni, articoli e incidenti e la promessa ad agosto dell'assessore Ferrari di superare i problemi che impedivano la sistemazione dell'impianto, finalmente è arrivata una squadra di operai e nel giro di poche ore sono ritornate ad accendersi le tradizionali luci verde giallo e rosso.
I problemi erano derivati da un problema tecnico con l'enel che non forniva più l'energia elettrica all'impianto semaforico dalla scorsa primavera.
Ad aggravare la cosa c'era anche un guasto alla centralina che regola i tempi e le accensioni.
Ora sembra funzionare perfettamente ed ha anche superato la prova dei temporali dei giorni scorsi..
Tutti contenti allora?
La maggioranza si, ma due gruppi di automobilisti sembrano i più scontenti e i più contenti.
Gli incontentabili sono quelli che passavano sfrecciando infischiandosene del cartello che imponeva la precedenza a semaforo spento per chi provenisse da via Toscana, ora dovranno essere fortunati e trovare il verde.
I più contenti?
Tutti quelli che, fermi in fila con il rosso, non guardano altro che il semaforo con una mano pronta sul clacson pronti allo spegnimento della luce rossa ( manco fossero su una monoposto di formula uno) per dimostrare di essere i più pronti con i riflessi con una bella strombazzata a quelli avanti della fila rei di non essere partiti in un tempo inferiore al decimo di secondo dalla luce verde.
La speranza di tutti è che non si guasti più, ma anche che se dovesse accadere di nuovo, i tempi di sistemazioni siano più rapidi

Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 18 settembre 09

mercoledì 9 settembre 2009

TERRACINA Terracina e la cultura del NO

Due i temi all'ordine del giorno: lo spostamento dei cantieri Rizzardi e la mancanza di liquidità
L'arrivo dei cantieri navali al porto fa nascere il comitato che raccoglie le firme dei contrari

Penso non ci sia difficoltà a ricondurre a due i temi principali di discussione a Terracina, uno strettamente politico ma indubbiamente economico, è il debito del comune e la sua cronica mancanza di liquidità per far fronte alle normali spese di un comune come il nostro, il secondo lo spostamento dei cantieri Rizzardi al porto.
Tralasciando i debiti, argomento che sembra interessare poco il cittadino medio come se fossero propri della maggioranza che amministra il comune e non appartenenti in quota parte a ognuno di noi, neonati compresi, sulla questione Rizzardi non era difficile prevedere l’intervento dei contrari a tutti i costi.
Ricordo il commento di un simpatico vecchietto terracinese all’apertura di una nuova attività: a Terracina le cose non le sanno fare, non le vogliono fare e non te le fanno fare.
Come aveva ragione! Leggo su altre fonti che si vorrebbe costituire un comitato del NO con tanto di raccolta firme, iniziativa lecita, ci mancherebbe, ma su cosa si basa?
Ultimamente è stato presentato un progetto riguardante il porto di Terracina, con tanto di eliminazione di una delle spiagge più belle e costruzione persino di un palazzone da far impallidire il Pisco Montano, ebbene alcune associazioni hanno esposto le loro considerazioni e opposizioni basandosi su un progetto pubblicato, chiaro e preciso, adducendo anche considerazioni derivanti dallo studio delle maree e sull’impatto ambientale di simil manufatto.
Siamo invece perfettamente a conoscenza di cosa comporterebbe lo spostamento di Rizzardi a Terracina?
Sul piano occupazionale non abbiamo dubbi, ma come si può approvare o bocciare un progetto senza conoscerlo?
Questa cultura del NO a tutti i costi è utile allo sviluppo sostenibile della città?
E’ facile rispondere che con questa logica abbiamo perso e perderemo molte delle possibilità economiche e occupazionali costringendo i giovani a cercare lavoro altrove.
Sono anni che tutti aspettiamo una sistemazione definitiva del porto, cerchiamo solo di non avere idee preconcette e di smetterla con i voli pindarici che hanno fatto la fortuna di molti politici, ma allo stesso tempo, ci hanno fatto perdere tempo e opportunità.
Cerchiamo invece di trarne il maggior beneficio per la città, per la sua economia, per i cittadini e per i turisti.
Il porto potrebbe essere quel volano economico che manca da anni se solo ci si concentrasse su quello che si può fare nel breve periodo, integrandolo in un più grande progetto di città quantomeno urgente e necessario per invertire quel trend negativo che sembra poco preoccupare chi dovrebbe preoccuparsi e che, al contrario, non fa dormire sonni tranquilli a chi ama Terracina e ne conosce le potenzialità.
Evitiamo il protagonismo a tutti i costi e cambiamo atteggiamento, stando più attenti alla sostanza che alle chiacchiere, ne trarremmo tutti più giovamento anche se perderemmo il caratteristico mugugno e chi lo alimenta con il solo scopo di difendere lo status quo, illudendosi che solo così si può combattere una crisi economica senza precedenti e che ci vede totalmente impreparati.

Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 9 settembre 09

domenica 6 settembre 2009

TERRACINA La tradizione della serenata continua con Gianfranco & Silvia


Non capita spesso di assistere ad una serenata, simpatico appuntamento pre-matrimoniale dove il futuro sposo va sotto il balcone dell’amata e le canta il suo amore. Nella tradizione italiana questo avveniva per “convincere” una ragazza ad innamorarsi e per questo il cantante non coincideva con lo “spasimante” visto che si cercava la voce migliore per allietare le orecchie della, si sperava, futura fidanzata. Oggi, e in particolar modo nel nostro territorio, la serenata si fa poco prima del matrimonio e normalmente ci si riunisce per una piccola festicciola a ridosso della mezzanotte. Quella di Gianfranco a Silvia invece è stata qualcosa di diverso dal solito, visto che è iniziata con la salita a casa della ragazza di un piccolo corteo che ha visto due valenti suonatori di zampogna e piffero intonare canti popolari, seguiti da tre vispe caprette e, per l’appunto, la futura sposa accompagnata dal vistosamente emozionato padre, entrambi vestiti in costumi della tradizione laziale. Devo dire che mantenere viva, anche solo per una sera, una tradizione locale, è la più bella cosa che si può offrire ai giovani, con la speranza che sappiano apprezzarne la storia e il significato. Ma non finisce qui, diceva un noto presentatore, visto che il pretendente, vestito in un elegante abito bianco, ha intonato una serenata molto particolare cantando personalmente canzoni legate alla storia della coppia, intervallate dal racconto della nascita del loro legame e a tutte le belle situazioni dove la musica ha fatto da sfondo. Silvia dal balcone seguiva con interesse e, pur non calando la treccia di shakespeariana, memoria, alla fine della serenata ha seguito la tradizione di acconsentire alle richieste dello “spasimante” regalandogli un casto bacio Enogastronomia tipica e cosiddetta “casereccia” ha contribuito a rendere la serata un momento indimenticabile nella storia dei due sposi ( per la cronaca serenata e matrimonio a Fondi) ai quali tutti auguriamo un futuro fatto di bei momenti come questo e tanta bella musica.


Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 5 Settembre 09

martedì 1 settembre 2009

SERMONETA Buenos Aires Cafè Quintet


Il tempo si annulla nella musica
La musica rapisce il cuore, annulla il tempo, le distanze, le diversità.
Quanto è vero è facilmente dimostrabile, dovete solo aspettare il prossimo concerto dei Buenos Aires Cafè Quintet.
Io ho avuto la fortuna di vederli a Sermoneta, in una delle meravigliose piazzette di questo borgo medioevale, perfetta cornice per un connubio tra l'arte di suonare e quella di saper conservare le magie delle vestigia del passato.
Un applauso lunghissimo, caloroso quanto l'affetto del pubblico per le emozioni che aveva ricevuto, ha salutato la fine del concerto e scommetto che tutti hanno guardato l'orologio per controllare la propria sensazione : perchè hanno suonato così poco?
Sorpresa, un ora e mezza senza interruzione, questo significa annullare il tempo.
Il tango, questa musica immortale dalle venature tristi ma solo per chi l'ascolta superficialmente, eleganza amore e sensualità per chi ha potuto vederlo suonare e ballare in uno dei luoghi dove è nato quello argentino, nel quartiere di Boca a Buenos Aires, passeggiando nella variopinta strada del Caminito o nel Cafè Tortoni dove solo i grandi si sono esibiti. Cristiano Lui, Diego Fieni, Stefano Ciotola, Annalisa di Feo e Tiberio Di Fiori mi hanno trasportato lì annullando le distanze grazie ad un mix sapiente della tradizione, del moderno e dell'avanguardia. Piazzola, Laurenz, Galliano, Filiberto, Aieta nomi mitici, compositori di quelle musiche che non ti stanchi mai di ascoltare e che dopo averl sentito dal vivo il quintetto li trovi raccolti nel cd dalla grafica accattivante
Nel cercare su you tube filmati di tango ho ritrovato quello famoso ballato da Al Pacino nel remake americano di Profumo di Donna, guardatelo dopo aver ascoltato qualche pezzo dei Buenos Aires Cafè ( www.myspace.com/buenosairescafequintett) non potrete più fare a meno di questo genere musicale che vide tra i suoi protagonisti molti dei figli dei nostri emigranti in argentina ( ne ricordiamo qualcuno, Juan D'Arienzo, Osvaldo Pugliese, Edgardo Donato e lo stesso Astor Piazzolla).
La musica rapisce il cuore, annulla il tempo, le distanze, le diversità
Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 1 settembre 09