Due i temi all'ordine del giorno: lo spostamento dei cantieri Rizzardi e la mancanza di liquidità
L'arrivo dei cantieri navali al porto fa nascere il comitato che raccoglie le firme dei contrari
Penso non ci sia difficoltà a ricondurre a due i temi principali di discussione a Terracina, uno strettamente politico ma indubbiamente economico, è il debito del comune e la sua cronica mancanza di liquidità per far fronte alle normali spese di un comune come il nostro, il secondo lo spostamento dei cantieri Rizzardi al porto.
Tralasciando i debiti, argomento che sembra interessare poco il cittadino medio come se fossero propri della maggioranza che amministra il comune e non appartenenti in quota parte a ognuno di noi, neonati compresi, sulla questione Rizzardi non era difficile prevedere l’intervento dei contrari a tutti i costi.
Ricordo il commento di un simpatico vecchietto terracinese all’apertura di una nuova attività: a Terracina le cose non le sanno fare, non le vogliono fare e non te le fanno fare.
Come aveva ragione! Leggo su altre fonti che si vorrebbe costituire un comitato del NO con tanto di raccolta firme, iniziativa lecita, ci mancherebbe, ma su cosa si basa?
Ultimamente è stato presentato un progetto riguardante il porto di Terracina, con tanto di eliminazione di una delle spiagge più belle e costruzione persino di un palazzone da far impallidire il Pisco Montano, ebbene alcune associazioni hanno esposto le loro considerazioni e opposizioni basandosi su un progetto pubblicato, chiaro e preciso, adducendo anche considerazioni derivanti dallo studio delle maree e sull’impatto ambientale di simil manufatto.
Siamo invece perfettamente a conoscenza di cosa comporterebbe lo spostamento di Rizzardi a Terracina?
Sul piano occupazionale non abbiamo dubbi, ma come si può approvare o bocciare un progetto senza conoscerlo?
Questa cultura del NO a tutti i costi è utile allo sviluppo sostenibile della città?
E’ facile rispondere che con questa logica abbiamo perso e perderemo molte delle possibilità economiche e occupazionali costringendo i giovani a cercare lavoro altrove.
Sono anni che tutti aspettiamo una sistemazione definitiva del porto, cerchiamo solo di non avere idee preconcette e di smetterla con i voli pindarici che hanno fatto la fortuna di molti politici, ma allo stesso tempo, ci hanno fatto perdere tempo e opportunità.
Cerchiamo invece di trarne il maggior beneficio per la città, per la sua economia, per i cittadini e per i turisti.
Il porto potrebbe essere quel volano economico che manca da anni se solo ci si concentrasse su quello che si può fare nel breve periodo, integrandolo in un più grande progetto di città quantomeno urgente e necessario per invertire quel trend negativo che sembra poco preoccupare chi dovrebbe preoccuparsi e che, al contrario, non fa dormire sonni tranquilli a chi ama Terracina e ne conosce le potenzialità.
Evitiamo il protagonismo a tutti i costi e cambiamo atteggiamento, stando più attenti alla sostanza che alle chiacchiere, ne trarremmo tutti più giovamento anche se perderemmo il caratteristico mugugno e chi lo alimenta con il solo scopo di difendere lo status quo, illudendosi che solo così si può combattere una crisi economica senza precedenti e che ci vede totalmente impreparati.
Pubblicato su Il Nuovo Territorio il 9 settembre 09
Nota congiunta delle associazioni Terracina Rialzati e Circolo Eleuterìa
sulle ultime vicende della Terracina Ambiente S.p.a.
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E’ arrivata la Magistratura a mettere miseramente fine ad uno dei capitoli
più tristi dell’Amministrazione Nardi, ossia la questione Terracina
Ambiente.
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15 anni fa

