lunedì 27 luglio 2009

TERRACINA: Stazione, quel binario triste e abbandonato

Manca qualsiasi cosa, anche un ferroviere

Alla stazione solo rifiuti e qualche passeggero

Mancano cestini, tabelle per orari, non c'è neanche un ferroviere

Sul blog di Paolo Giannetti (terracinabolg.com) possiamo vedere un filmato dell’epoca (1934) relativo all’arrivo nella stazione di Terracina di un treno carico di turisti, accolto da una popolazione festante, il tutto in occasione della sagra dell’uva moscato.
Si può notare una stazione viva, importante, cuore pulsante di una città piena di tradizioni. Questa mattina ho accompagnato le cugine canadesi di mia moglie a prendere il treno delle 7.30 diretto per Roma.
Mi sono vergognato, oramai lo faccio da tempo, ma non ho altre parole per descrivere il mio stato d’animo da cittadino che ogni volta scopre un peggioramento delle condizioni architettoniche, igieniche e funzionali della stazione.
All’ingresso cartoni sporchi ovunque, cestini stracolmi di rifiuti di ogni genere che troneggiano anche lungo i binari ricoperti da erbacce.
Il tabellone degli orari?
Guardatelo su internet perché alla stazione è solo un miraggio.
Nessun addetto se non quelli che arrivano con il treno da Roma che riparte immediatamente dopo, quasi con la paura di sporcare le carrozze ancor di più di quello che sono.
Ho terminato le scuse da dire ( sciopero di tutti, tromba d’aria, alieni che prima di partire hanno svuotato le stive) per evitare di dire la verità: la nostra è una stazione fantasma abbandonata da tutti.
Eppure nel disegno strategico della Terracina che cresceva a vista d’occhio degli anni 60, la stazione era fondamentale per l’economia e per i collegamenti con il resto della regione.
Una strada di scorrimento a 4 corsie con l’esplicito nome di Stazione-Mare era nel Prg, a distanza di anni solo alcuni pezzi sono stati realizzati e anche a terminarla sarà solo Stazione-Muro, visto che proprio un muro di cinta di una villa impedisce lo sbocco fondamentale sul lungomare.
In anni recenti spesso si era paventata la chiusura definitiva della stazione dopo che per lungo tempo gli unici treni circolanti erano le vecchie littorine tra Terracina e Priverno.
Poi quella che sembrava una svolta importante: quattro treni diretti per Roma al giorno. Sembrava il preludio al rilancio della stazione come centro nevralgico e snodo dei trasporti. L’amministrazione aveva “sistemato” un terreno incolto adiacente la stazione adibendolo a futuro terminal delle corriere, spostamento mai avvenuto e sito diventato parcheggio per i viaggiatori e ricettacolo di rifiuti di ogni tipo, biglietto da visita della città per quei turisti che, specialmente il sabato alle 16,30 arrivano dai paesi scandinavi.
Isole Ponziane, meta importante di un turismo vacanziero che affolla le navi veloci e i traghetti che partono dal porto di Terracina, sembrerebbe naturale predisporre un servizio di navette che portano quei turisti dalla stazione al porto, promuovendo gli spostamenti da Roma con il treno ed evitando che le auto al seguito invadano i parcheggi rigorosamente lontani , visto che l’unico sfruttabile è stato assegnato quasi totalmente alle giostre.
Sembrerebbe, ma la realtà è molto diversa quasi a sottolineare che questa stazione farà la fine di tante altre promesse di “sistemazione” della viabilità e dei trasporti di Terracina.
All’epoca i treni in stazione emettevano il tradizionale ciuff ciuff, a breve ci sarà il solo rumore delle corriere che portano i viaggiatori alla stazione di Monte San Biagio?
Pubblicato sul Nuovo Territorio il 27 Luglio 2009

sabato 25 luglio 2009

TERRACINA: Turismo, quel muro del pianto


Molti appartamenti e ville risultano non ancora affittati, in calo le presenze a Terracina

Spiagge quasi vuote durante la settimana e prenotazioni alberghiere in ribasso. I conti si faranno in autunno


Il muro del pianto è facile trovarlo, basta farsi una passeggiata sul lungomare e notare le centinaia di cartelli “affittasi” ancora appesi ovunque sintomo di un anno nero per il turismo di Terracina.
Non basterebbe vedere gli alberghi con il tutto esaurito ( cosa che avviene solo in particolari periodi) , visto che i posti letto offerti sono solo una piccola percentuale rispetto al numero delle seconde ( e a volte terze e oltre) case disponibili sul mercato degli affitti e pertanto incidono in maniera fondamentale sull’andamento dell’economia legata al turismo.
Domandando in maniera “ufficiosa” ad alcune agenzie sembrerebbe che il calo sia del 30%, dati che coinciderebbero con quelli rilevati dai vari osservatori sul turismo che si occupano della nostra provincia e più in generale del turismo italiano mentre sarebbero in contrasto con quelli dell’APT che però ha a disposizione solo i dati forniti dalle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere ma non sulle cosiddette case-vacanze.
Purtroppo quando si analizzano gli affitti stagionali è difficile dissertare su un dato sicuro visto che le case registrate sono una piccola percentuale, ma basta fare un giro in città per vedere quanti pochi turisti si incrociano nell’infrasettimanale nei luoghi deputati al cosiddetto “struscio” e alla passeggiata del lungomare.
Lo scenario cambia radicalmente durante i week end, Terracina diventa la meta preferita del turismo mordi e fuggi ( anche se da mordere c’è poco visti i prezzi della ristorazione e quanto a fuggire si devono fare i conti con le lunghe code di auto) che però nel bilancio dare-avere dell’economia terracinese fanno pendere l’ago della bilancia sul rosso visto che lasciano poco denaro e molti rifiuti, inquinamento e ingorghi stradali.
Le prime avvisaglie si erano viste durante i ponti nei mesi pre-estivi, rovinati dalle abbondanti piogge ma comunque molto significativi vista la scarsità di prenotazioni alberghiere.
Agosto incombe con la massa dei vacanzieri pronta ad occupare ogni spazio possibile, ma già si vedono i primi cartelli di affitti quindicinali per agosto, a significare che i proprietari non ci credono molto al mese intero preferendo non rischiare.
Gli effetti? Si vedranno quest’inverno quando, in un economia senza grandi aziende sul territorio, la massa monetaria circolante sarà inferiore a quella degli anni precedenti grazie ai minori introiti legati al turismo. Vedremo finalmente la città correre ai ripari all’inizio dell’inverno, con la partecipazione di tutte le forze economiche e politiche legate al turismo?
O quei pochi giorni di tutto esaurito basteranno ad accontentare almeno gli albergatori?
Manca poco e lo sapremo anche se, visto i precedenti e sempre nella speranza di sbagliarci, il fai da te prevarrà sull’organizzato e le puntuali promesse dell’Assessore al Turismo di turno di istituire tavoli tecnici per almeno affrontare il problema si andranno ad aggiungere alle tante promesse alle quali i terracinesi sembrano essersi assuefatti


Pubblicato sul Nuovo Territorio il 25 luglio 2009